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STROMAE TORNA CON “SANTE”

Dopo una lunga attesa e un silenzio durato oltre 5 anni

STROMAE

torna con “Santè”.

 

Il rapporto tra STROMAE e l’ITALIA è davvero unico. Fin dal primo annuncio, nel luglio 2013, dell’uscita del singolo “PAPAOUTAI”il pubblico e i media italiani hanno apprezzato questo incredibile artista.

Il successo del successivo singolo “Formidable” (https://youtu.be/S_xH7noaqTA) e del disco “racine carrée” (un disco che racchiudeva influenze nord africane come nel brano “Ave cesaria” dedicato alla cantante capoverdiana Cesária Évora, French touch come nella toccante “Papaoutai” sull’assenza dei padri e canzoni politiche di protesta come l’inequivocabile “Bâtard” e successi come “Tous Les Mêmes” http://vevo.ly/WxsMxK) nell’autunno dello stesso anno non hanno fatto altro che confermare il talento e l’unicità di questo trentenne belga chiamato a raccogliere l’eredità di artisti come Charles Aznavour e Jacques  Brel.

La sua esibizione al Festival di Sanremo nel 2014 ha lasciato il segno sia per l’incredibile capacità interpretativa che per il messaggio di cui è stato portatore su quel palco. È possibile rivedere qui la sua partecipazione: http://shar.es/FYOHc.

Quel palco ha portato sicuramente molta fortuna a STROMAE che pochi giorni dopo ha segnato un assoluto record nel nostro paese:STROMAE e il suo album “Racine Carrée” sono arrivati nel marzo 2014 al primo posto della classifica degli album più venduti in Italia (fonte GFK Retail & Tecnology), un risultato straordinario per un artista e un album che fino a qualche settimana prima in pochi conoscevano. Come dicevamo un vero e proprio record assoluto dato che non era mai accaduto nella storia delle vendite degli album in Italia che un disco interamente in lingua francese arrivasse a conquistare la vetta della nostra classifica.

 

Ieri come oggi STROMAE parla alla e della sua generazione come nessun altro, lo fa perché conosce il dolore della periferia e della vita senza un soldo.

Lui, orfano di padre ucciso nel genocidio ruandese e cresciuto dalla madre fiamminga nella periferia di Bruxelles, ha nelle vene sangue meticcio che trova forma nelle sue musiche e nei suoi testi.

Nella musica di STROMAE si fondano insieme la chanson Française, il suono dell’hip hop e dell’electrodance, le percussioni africane e le melodie più romantiche, il tutto accompagnato da testi che raccontano storie di migliaia di meticci della sua città (Bruxelles), storie d’emigrazione, povertà, colonie, differenze, storie di ieri e di oggi, utilizzando un linguaggio sempre curato e lontano da certe sguaiatezze hip-hop.

 

Stromae (pseudonimo di Paul Van Haver) ha studiato cinema specializzandosi poi come ingegnere del suono comprendendo fin da subito che sul web non esiste musica senza immagini (e viceversa). Studia mainstream ma si autoproduce.  Ama la musica ma sa usare internet per farsi conoscere diventando una “YouTube star” prima che YouTube creasse delle star. Proprio su YouTube le sue “lezioni”, piccoli sketch comici in cui racconta l’idea delle sue canzoni, sono diventate un culto (i video sono visibili su http://www.youtube.com/Dapastudio).

 

 

Queste alcune quotes che avevano accompagnato l’uscita di STROMAE in quegli anni:

“La disillusione con un beat dance”  International New York Times

 

“L’album in testa alle classifiche europee. In Francia ha già polverizzato il record dei Daft Punk” La Repubblica

 

“Musica Dance, reminescenze africane, hip hop e chanson francaise, con Brel come grande ispiratore”

Le monde

 

“Stromae fa ballare, e ridere, con una lacrima” Corriere della Sera

 

“Geniale! Per il suo stile musical e modo di vestire, Stromae sintetizza la nostra epoca” GQ France

 

“Il malinconico Dandy fra Rhum e Hip hop” Il Manifesto

 

“Il figlio spirituale di Jacques Brel” Glamour France

 

“Stromae, che per farsi un nome ha rovesciato un maestro”  Il Venerdì di Repubblica

 

“Testi duri appoggiati su beat che si insinuano nel cervello e non lo lasciano più” Marianne

 

“E’ riuscito a sfondare restando fedele a se stesso, destabilizzando il suo pubblico e innovando” Le Figaro

 

“La malinconia dell’album attinge a tutta l’Africa…dal Congo a Capo Verde. Con il suo Capolavoro il dandy belga conferma e allarga il suo talento” Liberation

 

“Il Jacques Brel dell’electromusic” Paris Match

 

“Suoni electro e testi esistenzialisti, la tempesta Stromae s’avvicina con un album innovativo” Elle

 

“Stromae come Morrissey: il narratore della crisi esistenziale di una generazione perduta.

I suoi testi ricchi di emozioni lo hanno portato al top delle classifiche in 19 paesi europei” The Guardian

 

 

Il nuovo viaggio di STROMAE è appena iniziato….

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