spot_img

Recensione Cime tempestose a cura di Sir Flavio Iacones

 

Cime tempestose (2026) è l’ultima e molto discussa trasposizione cinematografica del celebre romanzo gotico di Emily Brontë, diretta da Emerald Fennell e interpretata da Margot Robbie e Jacob Elordi.

Un classico reinventato, non riprodotto
Cime tempestose 2026 non è un adattamento fedele alla lettera dell’opera del 1847, ma piuttosto una reinterpretazione personale e audace. La regista elimina gran parte delle dinamiche sociali e delle generazioni che rendono complesso il romanzo, concentrandosi quasi esclusivamente sulla relazione distruttiva tra Catherine Earnshaw e Heathcliff.

Estetica e stile visivo
La pellicola colpisce immediatamente per la sua estetica intensa: le brughiere non sono più romantiche, ma diventano spazi aspri, sporchi e visceralmente sensoriali; la fotografia punta su colori saturi e su un uso espressivo del vento e del fango che sembra voler rappresentare visivamente lo stato emotivo dei protagonisti.

Margot Robbie offre una Catherine febbrile e complessa, un personaggio che non cerca consolazione ma desiderio assoluto, mentre Jacob Elordi interpreta un Heathcliff più primordiale che calcolatore. La chimica tra i due è spesso palpabile, e la regia non ha paura di portare lo spettatore nel cuore più oscuro e impulsivo della passione, anziché in quello più contemplativo del romanticismo letterario.


Qui l’amore non salva, incendia e divora. Il film reinterpreta il rapporto tra Catherine e Heathcliff non come un’epopea romantica, ma come un desiderio che frantuma caste morali, confini sociali e identità individuali. Non è una storia di redenzione: è la storia di due persone che vogliono dissolversi l’una nell’altra, con tutte le conseguenze autodistruttive che ciò comporta.


Diversamente da alcune versioni cinematografiche classiche del romanzo, questa versione di Cime tempestose ha suscitato pareri fortemente contrastanti: alcuni spettatori e critici ne apprezzano la forza visiva e la performance intensa dei protagonisti, mentre altri la considerano una rilettura troppo libera, lontana dall’essenza narrativa profonda del libro originale.


Cime tempestose (2026) è un film che non cerca di accontentare tutti: è vigoroso, sensuale, visivamente potente, ma potrebbe risultare troppo estremo, stilizzato o superficiale per chi cerca un’adattazione più fedele o emotivamente profonda del romanzo. È un’esperienza da vivere con mente aperta, pronta ad accogliere un amore come forza distruttrice, piuttosto che consolatoria.

spot_img

Devi Leggere

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here