spot_img

Recensione “Mother’s Instinct”: thriller materno hitchcockiano, elegante ma prevedibile a cura di Sir Flavio Iacones

Mother’s Instinct (2024), esordio alla regia del direttore della fotografia Benoît Delhomme, è un remake americano del belga Doppio sospetto (2018), tratto dal romanzo Derrière la haine di Barbara Abel.

Ambientato negli anni ’60 suburbani, vede due amiche vicine di casa – Alice (Jessica Chastain) e Céline (Anne Hathaway) – unite da vite perfette fino a un tragico incidente: il figlio di Céline precipita dal balcone sotto gli occhi di Alice. Colpa, paranoia e istinto materno diventano armi letali.

Atmosfera e interpretazioni: un duello da Oscar

Estetica patinata anni ’60 – prati curati, vestitini a tubino, caffè ghiacciati – evoca Hitchcock: sospetti crescenti, sguardi carichi, silenzi tesi. Chastain eccelle come Alice paranoica, che accumula “prove” contro l’amica; Hathaway è Céline devastata dal lutto, con derive psicotiche credibili. Supporto solido da Josh Charles e Anders Danielsen Lie (mariti ignari).

Il climax esplora il trauma della maternità: perdere un figlio non è solo dolore privato, ma crisi d’identità – “Se non sono madre, chi sono?”. Doppio freudiano e emancipazione femminile anni ’60 aggiungono profondità, anche se il ritmo rallen

Punti deboli: prevedibilità e ritmo

Trama lineare, finale intuibile presto: lo spettatore anticipa twist, riducendo tensione. Budget contenuto limita ambizioni; dialoghi a volte didascalici. Non raggiunge l’originale belga in originalità, ma la fotografia di Delhomme (oscurità torbida) compensa.

Voto e consiglio

7/10. Thriller psicologico solido per fan di The Handmaiden o Gone Girl: duello attoriale ipnotico salva una storia classica. Ideale per serata suspense, ma non rivoluzionario. Da vedere per Chastain-Hathaway al top.

spot_img

Devi Leggere

Related Articles

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here