Torino, 1° ottobre 2024 – ore 19:00 Auditorium RAI “Arturo Toscanini”
“Buonasera, è con vivo piacere che rivolgo il mio saluto a tutti i convenuti all’inaugurazione
della 76à edizione del Prix Italia, il premio che dal 1948 seleziona i migliori programmi
internazionali radio, tv e web, inserito quest’anno nelle celebrazioni dei 70 anni della Tv, dei
100 della radio, nonché dei 150 anni dalla nascita di Guglielmo Marconi.
Il 6 ottobre 1924, per la prima volta in Italia, l’etere è toccato dalla voce di un’annunciatrice:
è l’inizio delle trasmissioni radiofoniche nel nostro Paese. Guglielmo Marconi ebbe un ruolo
decisivo per la storia del servizio pubblico radiotelevisivo italiano: a lui, infatti, si deve il
sistema di telegrafia senza fili – brevettato a Londra nel 1897, a soli 23 anni – la cui evoluzione
ha consentito lo sviluppo di tutti i moderni mezzi di comunicazione, basati proprio sulla
tecnologia wireless.
La ricerca di Marconi – insignito del Premio Nobel per la Fisica nel 1909 – concretizza una
visione laica della cultura tecnologica: il suo fu un amore sincero verso l’umanità, che si è
esplicitato con un impegno appassionato al servizio della comunità, nella ricerca del bene
attraverso il progresso scientifico. Aveva concepito così una forma di tecnologia etica e di
servizio pubblico, che consentiva di coinvolgere l’intero pianeta nella comunicazione
istantanea, grazie alla quale le distanze si accorciano e i ritmi della vita si velocizzano.
Passione per la ricerca, fiducia nella scienza come fattore di progresso al servizio dell’umanità
e tenacia nel perseguire i traguardi più ambiziosi: è questo il patrimonio ideale che Marconi
ha lasciato in eredità alla società del terzo millennio. Tutta la sua vita rappresenta un
incitamento a rafforzare la ricerca scientifica in ogni campo e a utilizzare la comunicazione
globale come veicolo per alimentare la scintilla della conoscenza e del dialogo fra i popoli.
Come Marconi stesso amava ripetere, “nella radio abbiamo uno strumento essenziale per
avvicinare gli uomini, fare sentire mutuamente le loro voci, le loro necessità e le loro
aspirazioni”: uno strumento di condivisione e conoscenza in grado di annullare le distanze e
promuovere la pace, un aspetto davvero rilevante in un momento storico come quello che
stiamo vivendo.
Su queste parole del grande inventore bolognese, rinnovo quindi i miei saluti, augurando a
tutti un buon proseguimento di serata.”