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La nuova figura del diversity editor nel giornalismo

Il diversity editor è una figura professionale innovativa nel giornalismo, introdotta per promuovere contenuti inclusivi e combattere stereotipi nei media.

Ruolo e responsabilità principali

Si occupa di revisionare articoli, immagini e titoli per identificare e correggere pregiudizi legati a etnia, genere, identità di genere, orientamento sessuale, disabilità, neurodivergenze e status socioeconomico. Coordina corsi di formazione per redazioni, stila linee guida di scrittura inclusiva e dialoga con comunità sottorappresentate per riflettere la realtà sociale.

Origini e principi guida

Nata in contesti anglosassoni come il Washington Post, arriva in Italia con Pasquale Quaranta a La Stampa (maggio 2023), poi estesa al Gruppo Gedi. I principi fondanti sono l’intersezionalità, l’ascolto attivo e la trasparenza: informare senza discriminare, dichiarando la propria parzialità per rafforzare la credibilità.

Impatto nel giornalismo italiano

Promuove un “diversity journalism” che arricchisce la narrazione, con iniziative come rubriche dedicate, eventi con l’Ordine dei Giornalisti e sensibilizzazione su temi come “gestazione per altri” o suicidi. Sfida le redazioni uniformi, favorendo assunzioni diverse e un linguaggio rispettoso.

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