Capolavoro di Jean Genet, liberamente ispirato a un fatto di cronaca che scosse l’opinione pubblica
francese negli anni Trenta, Le serve è un perfetto congegno di teatro nel teatro che mette a nudo la
menzogna della scena — «uno straordinario esempio di continuo ribaltamento tra essere e apparire,
tra immaginario e realtà», nelle parole di Jean-Paul Sartre.
Dopo tre stagioni di tournée in tutta Italia,
segnate da un consenso ampio e costante da parte di pubblico e critica, lo spettacolo approda.
“Le serve” di Genet: rituale di desiderio e potere in scena a Roma.
Dal 12 al 15 marzo 2026, allo Spazio Diamante (Sala Black) di Roma, va in scena “Le serve” di Jean Genet, con la regia autoriale di Veronica Cruciani che firma anche l’adattamento del testo (traduzione di Monica Capuani). Coproduzione CMC/Nidodiragno, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, lo spettacolo vede Eva Robin’s nel ruolo di Madame, Beatrice Vecchione come Claire e Matilde Vigna come Solange. Scene di Paola Villani, costumi di Erika Carretta, drammaturgia sonora di John Cascone.
La trama: amore-odio e rituale fallito
La storia narra di due cameriere, Solange e Claire, che amano e odiano la padrona Madame. Dopo averla denunciata con lettere anonime per l’amante, tentano di ucciderla quando il piano fallisce, passando dal servilismo alla violenza. A turno impersonano Madame e l’altra cameriera, alternando realtà e delirio in un rituale di frustrazione che non raggiunge mai il compimento, interrotto dalla padrona. Come nota Sartre, è un cerimoniale assurdo: sogno contro realtà, imitazione deformata del potere.
La visione di Cruciani: teatro sul teatro
Veronica Cruciani legge il testo come riflessione sul dispositivo teatrale: travestimenti, ruoli scambiati, finzione esplicita. Le serve interrompono la scena, mostrano appunti (“Proteggimi da ciò che desidero”, “Nel deserto del reale”, “Saremo libere”), rivelando meccanismi. Il desiderio è “colonizzato” da modelli hollywoodiani e capitalismo; Madame è potere astratto, incarnato da Eva Robin’s (icona transgender, ex candidata Ubu). Le serve aspirano invano a ciò che non saranno.
Cruciani enfatizza disparità sociale come gabbia interiorizzata: ribellione impossibile, ripetizione magica fallimentare. La regia autoriale integra adattamento e composizione scenica, ponendo Genet al centro di temi cari alla regista: desiderio, potere, capitalismo.
Il cast: premiate under 35 e icona pop
Eva Robin’s porta carisma queer (da Cocteau a Beckett). Beatrice Vecchione (finalista Ubu Under 35 per questo spettacolo, diretta da Malosti e Martone) e Matilde Vigna (Ubu Under 35 2022) incarnano le serve con intensità. Cruciani consolida un percorso autoriale, rendendo la scrittura scenica parte integrante.
In breve: un Genet rivisitato che interroga teatro, desiderio e potere attraverso rituali interrotti, perfetto per chi cerca messinscene intelligenti e urgenti.

